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Old Subbuteo intervista La Leggenda Stampa

subbuteo_la_leggenda_intervista.jpgIn esclusiva Oldsubbuteo.it intervista Michele Bochicchio, product manager della Fabbri Editori, che sta curando la collana Subbuteo la leggenda, in pratica colui che ha riportato di nuovo in vita il Subbuteo!

La concorrenza mortale dei videogiochi, la cessata produzione da parte della Hasbro: il Subbuteo sembrava ormai il passatempo carbonaro di nostalgici quarantenni. Come vi è venuto in mente di portarlo nelle edicole?
L'averci giocato ed esserne stati inesorabilmente appassionati innanzitutto. I risultati confortanti in diverse ricerche qualitative ci hanno poi aiutato nel sostenere la fattibilità di un'iniziativa che presentava comunque diverse incertezze: dall'assenso degli aventi diritto alla reperibilità degli stampi originali, dalla feroce concorrenza di altre forme di intrattenimento ai costi dei vari gadget. E attenzione, anche molti trentenni sono cresciuti con il Subbuteo: non si spiegherebbe altrimenti il successo delle LW nelle ricerche effettuate.

Oggi, a quasi un anno dalla prima squadra messa in vendita, è giusto dire che l’operazione ha avuto successo?

 

I numeri dicono questo. In molti evidentemente lo attendevano e in molti continuano ad acquistare tutte le squadre che realizziamo. E questo è il miglior indice del gradimento di "Subbuteo - La Leggenda": una fedeltà d'acquisto davvero sorprendente.

Ci racconta il lavoro di ricerca che è stato fatto prima di passare alla produzione vera e propria?

Ricerche qualitative alla mano, abbiamo contattato la Hasbro per capire se e come fosse fattibile l'operazione. I tempi si sono dilungati a causa anche del (allora) recente lancio della versione "bidimensionale". Appreso della perdita degli stampi originali, abbiamo dovuto ricostruirli in resina partendo dalle miniature originali. I tentativi, come è facile immaginare, sono stati innumerevoli. Prima di arrivare al risultato finale (non ci siamo fatti mancare nemmeno una sorta di nazionale femminile brasiliana!) abbiamo visionato decine di prototipi di giocatori e di basette. Raggiunto il risultato desiderato, siamo andati in produzione per testare l'opera in alcune edicole (c'è una recensione anche sul vostro sito a tal proposito) e i risultati sono stati incoraggianti. Il supporto di testate come Panorama e TV Sorrisi & Canzoni ci ha dato poi ulteriore sicurezza. E ora siamo qui a parlare di rinascita del Subbuteo!


Vi siete avvalsi della consulenza di qualche subbuteista?
Se per subbuteista intende un (più o meno ex) giocatore impallinato.. bhè.. i consulenti non sono mancati. Ognuno aveva un'opinione diversa, ma tutti erano accomunati dall'entusiasmo di fronte alla possibilità di rivedere esposte le scatolette verdi.


Perché avete scelto le basi LW, le più leggere?

Le abbiamo testate in ricerca assieme alle HW e sono risultate vincitrici. Sono state quelle in commercio dagli anni 80 fino al 2000 e immagino molti (ex) giocatori le abbiano preferite perchè quelle con cui avevano iniziato e/o continuato a giocarci.

Con quale criterio sono state selezionate e poi messe in commercio le squadre?

Anche qui ci siamo avvalsi degli esiti delle ricerche effettuate, integrandoli con le evidenze del test: la sequenza delle prime uscite è stata infatti modificata. Siamo partiti con le nazionali (e la "selezione" per eccellenza è il Brasile) poi, viste le numerose richieste di club (anche sul vostro forum, a onor del vero), abbiamo deciso di fare un ulteriore sforzo. Parlo di sforzo non a caso, perchè la gestione dei diritti è piuttosto impegnativa e non tutte le società ci hanno dato l'assenso. Se non doveste trovare il vostro club nel piano... sappiate che comunque abbiamo fatto di tutto (e anche di più) per inserircelo.

E come sono stati scelti gli accessori e i materiali con cui sono stati realizzati? Per esempio, perché quel tipo di panno (campo) e non un altro?
La volontà è sempre stata quella di offrire tutti gli accessori necessari per poter giocare insieme alle squadre e senza costi aggiuntivi per i lettori. Senza cadere in eccessi che potessero gravare inutilmente sulle tasche degli appassionati (e di riflesso sull'economicità dell'iniziativa) e sempre garantendo una ottima qualità. Allo stesso modo, volevamo offrire un campo di gioco di elevata fattura che consentisse di giocare al meglio: il risultato è stato davvero soddisfacente. E il tutto a un prezzo molto ragionevole.

In Italia, il Subbuteo è tradizionalmente legato alla ditta Parodi di Genova: la Hasbro è sempre stata vista dagli appassionati come la classica multinazionale sensibile soltanto al business. Non c’è mai stata la possibilità, e potrebbe esistere in futuro, di una collaborazione con Parodi?
Nulla è impossibile, ma è difficile immaginare cosa accadrà in futuro: il brand Subbuteo è della Hasbro, che comunque ha accolto con entusiasmo questa iniziativa. Sarebbe sicuramente affascinante l'idea di ulteriori collaborazioni che possano dare ulteriore slancio e migliorie a questo gioco. Certamente non dipende solo da noi.

La soddisfazione più grande ricevuta finora, oltre al riscontro economico?
Il fatto stesso che si riveda il Subbuteo in giro o che se ne parli, è motivo di grande orgoglio! Gli sforzi sono stati tanti e anche i momenti di scoramento... Ma leggere i post o le lettere che ci arrivano (anche quelle critiche, per carità) ci fa intuire quanto vitale possa ancora essere il Subbuteo e quante emozioni possa ancora suscitare. Detto questo però, senza il riscontro economico, ogni considerazione avrebbe un peso diverso.

Lei giocava, da piccolo? E adesso ha ripreso? Dica la verità, non per far pubblicità al prodotto!
Il periodo d'oro è stato tra i 10-15 anni. Tornei su tornei e molte amicizie messe in discussione (va detto anche questo, a onor del vero). Poi - causa anche trasferimento per ragioni di studio prima e lavoro poi - è finito un pò in disparte, salvo sporadiche partite. L'ultima volta è stato poco dopo il lancio. L'aver perso contro un esordiente mi ha profondamente segnato (e ho perso addirittura 2 a 0!).

Sinceramente: il Subbuteo può avere ancora un futuro?
Intanto ha un presente. Cosa sulla quale in pochi avrebbero scommesso. Per il futuro, visti i risultati più che lusinghieri di questa edizione, perchè non sperare? In fondo è stato e resta il gioco più bello sul calcio.

l'intervista inizialmente attribuita a Fanum71 è in realtà di Cavalluccio , ci scusiamo con gli interessati  e con i lettori.


 

 
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