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Oldsubbuteo su Alias, l'inserto culturale de Il Manifesto

La Community Old Subbuteo nell'inserto culturale de Il Manifesto del 21 gennaio 2012 

alias21gennaio2012.jpg

 

Ecco il pezzo ospitato in un box all'interno di due magnifiche pagine dedicate al Subbuteo in generale e al documentario Subbuteopia in particolare. 

«Old Subbuteo», il gioco vecchio stile che unisce appassionati, collezionisti e nostalgici in tutta Italia.
Nella riscoperta del Subbuteo, un ruolo importante l’ha giocato la Community Old Subbuteo che nasce nell’agosto 2006 in un momento in cui questo splendido gioco sembrava destinato all'oblio o alla sua trasformazione in attività prettamente agonistica .
Attraverso una fitta rete di contatti e amicizie, il suo forum - oldsubbuteo.forumfree.it – è presto diventato il principale luogo di aggregazione degli appassionati del gioco «old style» in Italia. Il primo club, l’Osc Longobardo, si formò allora nella Torre Colombera di Gorla Maggiore (Varese), cinque anni e mezzo dopo ce se sono ovunque sparsi in tutto lo stivale, dagli Uforobot di Verona all’Osc Molfetta di Bari. La Community è rivolta ai giocatori, ai collezionisti, ai nostalgici e a tutti tutti gli appassionati che non hanno mai dimenticato il significato del gioco e del divertimento e che vogliono ritrovare lo stesso spirito riscoprendo il Subbuteo degli anni '70 e '80. Per chi vuole giocare o semplicemente curiosare, Old Subbuteo organizza eventi a livello locale e nazionale, vere e proprie feste dedicate al mondo del Subbuteo, ai suoi giocatori e ai collezionisti. L’attività Old Subbuteo, il forum, le serate nei vari club e gli eventi nazionali promuovono la passione per il Subbuteo, vivendola con spirito old, dove la serietà ed il rispetto per le regole del gioco si sposano a momenti di amicizia, aggregazione e divertimento. Trovate tutto su www.oldsubbuteo.it (carlo riccardi)

 

 
Oldsubbuteo intervista il team di Subbuteopia

 

subbuteopia.jpg
 

Nicola Deleonardis, autore di “Subbuteo … o son desto?” ha incontrato il team di “Subbuteopia”, il nuovo documentario sul Subbuteo di cui vi abbiamo già dato conto sul forum . Ne è venuta fuori una bella intervista a tre che vi offriamo in esclusiva.

Il nostro grazie oltre che a Nicola -ormai intervistatore ufficiale dei subbuteisti famosi – va agli autori Enrico Fontanelli e Pierr Nosari e alla producer Giusi Santoro. 

In primis: ma chi ve l'ha fatto fare? Ma siete stati voi a trovare il Subbuteo o è stato il Subbuteo a “cercare” voi?

Pierr: Ogni volta che inizio ad entrare nel vivo di un lavoro c’è un momento in cui mi chiedo “ma chi me l’ha fatto fare?”. Stavolta ho la risposta: Enrico Fontanelli. Lui mi ha proposto la sua idea di fare un documentario sul Subbuteo e la cosa mi ha intrigato subito. C’è da dire che lui è molto più subbuteista di me però la mia passione per il calcio ha aiutato il progetto, sicuramente. Quindi, per quanto mi riguarda, è stato il Subbuteo a trovare me.

Enrico: Non so dire esattamente in che istante sia nata l'idea. Tutto ha inizio in quella che definirei la mia terza fase del subbuteo, preceduta da quella iniziale, di bimbo, in cui mio fratello mi trasmise la passione e la seconda, poco più che ventenne, in cui ci si trovava da un amico per organizzare tornei pomeridiani e o serali. Qualche anno fa ho pensato bene di recuperare i miei pezzi lasciati a casa sua. E da lì, come se fosse un amore a prima vista, tutto è ricominciato. Conoscevo Pierr da qualche tempo, e circa un anno fa ho pensato, senza troppi indugi, di proporgli questa collaborazione. Io l'esperto, lui il catalizzatore. Direi dunque che io ed il Subbuteo siamo come due amanti che si ritrovano dopo tanti anni, tanta passione ma anche qualcosa in più da dirsi, senza troppo perdersi in nostalgie, ma parlando di un presente vivo.

Giusi: Ogni volta che qualcuno viene da me a propormi un’idea, cerco sempre di trovare un motivo per non imbattermici, perché so che se lo produrrò continuerò a chiedermi “ma chi me l’ha fatto fare?” (è un quesito ricorrente di chi frequenta l’ambiente del cinema e degli audiovisivi). Purtroppo ero distratta dal ricordo del Subbuteo e di come ci giocavo da bambina (ebbene sì avevo due cugini maschi) quando Pierr mi ha avvicinato col suo progetto e non mi è venuta in mente nessuna buona ragione per non aiutarlo. Ecco appunto, gli avevo detto solo che avrei avuto il piacere di aiutarlo o supportarlo in qualche modo, sto ancora cercando di capire però come sia successo che da questo poi siamo arrivati a produrre il documentario. Credo che sia anche un po’ colpa vostra… vostra degli appassionati del Subbuteo che non appena hanno visto il trailer che avevamo pubblicato online lo hanno taggato in tutto il mondo e tradotto in tutte le lingue (l’ho trovato anche in turco e cinese) e lo descrivevano come un documentario già quasi fatto. Non volevamo deludervi e quindi abbiamo accelerato il processo di produzione.

(continua)

 

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La community Old Subbuteo nella raccolta di Luca Ferrato

VITE IN PUNTA DI DITO
a cura di Luca Ferrato 

copertina Vite il punta di dito

Entrando in un negozio le cercavamo subito con gli occhi. In fondo bastava cercare quell’angolo di negozio dove il verde predominava. Sì, stiamo parlando proprio di Lui, del Subbuteo. Un gioco? Non direi proprio. Forse sarebbe meglio dire un collante generazionale, perché questo è stato il Subbuteo per tutti i ragazzi cresciuti negli anni ’70 e ’80. Tutti sapevamo cosa fosse, tutti ci abbiamo giocato almeno una volta nella vita, tutti abbiamo schiacciato almeno in una occasione e accidentalmente un omino con un piede. Questo libro racconta le storie di undici persone che col gioco ( ci sono caduto l’ho chiamato così…) sono cresciute e sostanzialmente non l’hanno mai abbandonato.
Undici storie diverse nei contenuti ma identiche nella passione verso il Subbuteo. Leggendo questo libro probabilmente non imparerete a fare il famoso tiro ad effetto, ma saprete perché molti di noi riconoscono subito la differenza fra lo Sporting Lisbona e il Celtic Glasgow. Forse non imparerete a memoria le regole del gioco ma capirete perché quando si metteva sul tappeto l’Olanda era come indossare la maglia di Cruijff e perché era così bello rifare Milan-Inter il lunedì pomeriggio dopo la scuola a Subbuteo. Il calcio in punta di dito visto nel suo aspetto più feticistico quindi. Perché coloro che hanno scritto su queste pagine erano dei dodicenni la prima volta che si sono messi in ginocchio a colpire l’omino con l’indice, ma si sentono ancora adolescenti ogni volta che rivedono quel tappeto verde e ancora oggi discutono sul fatto che se mettevi in campo la Juve, l’Ascoli doveva giocare con la maglia blu. Perché il Subbuteo, come dicevamo, non è mai stato e non sarà mai un gioco, ma molto molto di più. 
Vite in punta di dito 
15 euro 

altre info su: http://viteinpuntadidito.wordpress.com/

 
Esclusiva Oldsubbuteo: intervista a Piero Capponi

 

reloaded.jpg

  Finalmente ci siamo…sono riuscito ad avvicinare Piero Capponi, all’indomani dell’annuncio che ci ha fatto letteralmente sobbalzare sulle sedie delle nostre scrivanie, ovvero l’acquisizione del marchio da Hasbro. Ebbene sì, il Subbuteo avrà una nuova vita. Grazie alla sua iniziativa, il gioco troverà nuova linfa e da questa…una serie di novità torneranno a tingere di verde gli scaffali dei negozi.

Lo voglio ringraziare in premessa, per avermi concesso la prima intervista su questo grande evento che ha una valenza non solo commerciale, ma porta con sé forti implicazioni sentimentali per chi da oltre 30/40 anni si diverte a giocare attorno al panno verde, con materiali originali o con repliche, nella maggior parte dei casi.

Considero questa chiacchierata in anteprima, un atto di grande amicizia. Ricambiata.

L’ho tempestato di domande, raccolte anche da altri appassionati quindi…iniziamo subito.

 

Fla-Flu: “Cosa provi nell'aver ripreso in mano il Subbuteo?”

Piero: “Una fortissima emozione, che continuo a sentire adesso e che ho provato sei mesi fa, dopo il primo contatto. Pensa che la prima persona a cui ho telefonato dopo la firma dell'accordo è stata mia madre. La persona che da piccolo mi comprava il Subbuteo. Ho partecipato a delle riunioni a cui avrei pagato per esserci. Solo di questo potremmo parlare ore”.

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Quando si rompe un omino del Subbuteo.


Da bambini il massimo dolore che potevamo aspettarci di provare giocando a subbuteo era quello provocato dalla rottura delle fragili caviglie di un omino, ma bastava un po' di colla per lenirlo e per restituirci l'amata miniatura.

Riscoprendo il Subbuteo in età adulta si era sicuri che, pur non aspettandoci di raggiungere le vette di gioia che il gioco sa donare solo ai bambini, almeno avremmo vissuto - per quel poco tempo che saremmo riusciti a dedicare al gioco - in un'isola senza dolore, dove la “disponibilità finanziaria” e “la tecnologia” potevano sanare qualsiasi incidente potesse capitare ai nostri amati omini.

Oggi invece scopriamo il dolore vero, quello che non c'è colla che tenga, quello che non c'è soldo che basti, quello della perdita di un amico, di un compagno di sogni e di subbuteo.

Oggi 6 giugno 2011 alle ore 15,00 presso la vecchia chiesa di Chiugiana alta si terranno le esequie di Roberto “Teofilo” Garagnani, amico e socio fondatore della Associazione Amatori Old Subbuteo.

“Roberto non era una brava persona, Roberto era la sintesi del meglio di tutti noi.
in lui c'era la passione degli artisti più dotati, la capacità dei più bravi a organizzare, la precisione dei collezionisti, la semplicità dei più entusiasti, la generosità dei più appassionati, l'amore per il bel gioco dei più tecnici.
ma mentre in tutti noi queste qualità sono spesso accompagnate da cadute di stile, egocentrismo, atteggiamenti da ultras, eccessi di ogni tipo in lui risplendevano in maniera cristallina.

Roberto è (non "era") l'old subbuteo. “

“se l'ultimo avversario di Teofilo fosse stato un Signore, a quest'ora avrebbe già dovuto concedergli il back... “

http://oldsubbuteo.forumfree.it/?t=56057310

 

 




 
La tomba di Peter Adolph, il papà del Subbuteo

Il presidente dell'Associazione Amatori Old Subbuteo, Fabio "fafao" Fantoni, a nome di tutti gli Olders ha voluto portare un fiore sulla tomba del papà del Subbuteo.

Qui di seguito vi forniamo le indicazioni su come raggiungere il luogo dove riposa Peter Adolph, il cimitero di Tunbridge Wells - Kent, ovviamente.

 

image

 

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Una cantina in paradiso
subbuteo_paint.jpg
Nella mia vita d’adolescente innamorato del calcio, i sogni e le fantasie legate ai misteri del pallone ogni giorno si moltiplicavano in maniera esponenziale, condizionavano i miei gesti, le parole e quanto altro fosse possibile.

Mi trovavo all’interno di una bolla dove realtà e fantasia s’intrecciavano e si sovrapponevano continuamente, era una specie d’impasto, di compromesso naturale nel quale adoravo sguazzare. Un microcosmo costruito su misura dove sapevo muovermi con agilità e sicurezza.


In quel periodo anch’io, come tutti del resto, avevo adottato un campione nel quale identificarmi. Si chiamava Agostino Di Bartolomei, ne amavo la flemma, lo sguardo lontano, il senso di responsabilità e la potenza fulminante.

Mi piaceva imitarne Il modo di muoversi in campo o di toccarsi distrattamente i capelli, le smorfie di disapprovazione per una palla sbagliata e le rare espressioni di contentezza per una cosa ben fatta.

Nel piccolo campo dell’oratorio, dove il muro laterale faceva sponda e spesso si finiva con il crossare dal campo di bocce, a parte Diba, sono stato anche Prati, Pruzzo e nei periodi di magra, quando in avanti non trovavo spazio perché giocavano quelli più bravi, persino Tancredi.

La cosa incredibile è che il mio vero delirio calcistico non si è però manifestato tra il fango del campetto, ma ha raggiunto il suo apice all’interno di una cantina scarsamente illuminata, una sorta di bunker spartano dominato da due tavoli.

Su ognuno di essi, accuratamente fissato con delle puntine da disegno, era steso un campo di subbuteo. Unica ed inimitabile versione domestica del calcio vero.

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Subbuteo o son desto

Credo di essere stato uno dei primi dieci, forse cinque, a sfogliare dal vivo questo nuovo libro subbuteoso, e per subbuteo_o_son_desto.jpgdi più ricevuto in regalo. E questo un po’ mi dispiace, sapendo che il ricavato del libro è destinato in beneficienza.

Ho insistito per pagarlo, ma non c’è stato niente da fare, quando Nicola (al secolo conosciuto come Delez, o liudez sul nostro forum ) si mette in testa qualcosa non c’è nulla che lo distolga; e questo libro lo dimostra perfettamente. Generosità e testardaggine sono proprio la base di questa “fatica editoriale”.

So per diretta esperienza personale quanto sia impegnativo, ma anche gratificante, realizzare un progetto editoriale, piccolo o grande che sia, e spero pertanto che questa mia breve recensione possa essere un riconoscimento obiettivo a tanto impegno e tanta passione per il Subbuteo.

Riparto quindi dalla beneficienza, il ricavato sarà infatti devoluto all’Associazione di Volontariato “GIULIA” Onlus, che concentra la propria attività su un progetto mirato ai bambini del territorio ferrarese colpiti da patologie oncologiche.

La seconda piacevole sorpresa è che il libro non è formato dalle sole interviste a personaggi famosi dello sport e dello spettacolo, di cui Delez tanto mi aveva parlato, ma è arricchito da aneddoti e curiosità sul Subbuteo. Alcune sicuramente conosciute, ma comunque riproposte con una logica, e molte altre sinceramente a me non note. Aneddoti e curiosità che indagano il rapporto tra il Subbuteo e il calcio, i videogame, i libri, il cinema, la musica, ecc.

Le interviste costituiscono comunque il corpus centrale e portante del volume. Purtroppo non tutte brillantissime le risposte, ma qui la responsabilità è sicuramente più dell’intervistato che non dell’intervistatore.

La più bellafaso_subbuteo.jpg, a mio parere, quella di Faso, chitarrista delle Storie Tese, (nella foto con l'autore) ricca di ricordi e aneddoti, anche divertenti; peccato per quell’apprezzamento finale alle basi piatte, ma c’è tutto il tempo per riportare sulla retta via anche i nostalgici più progressisti. Tra le più belle e significative sono da ricordare anche quelle a Stefano De Grandis, Enrico Testa, Enrico Letta, Max Pisu e Cristian Servidei.

Interviste, queste, in cui traspare una vera passione, mai sopita, per il nostro amato gioco in punta di dito, come ci ricorda anche il sottotitolo del libro: «Ricordi di panni verdi, omini, colla e lunghi pomeriggi con gli amici all’insegna del Subbuteo e del Fair Play (a volte…)»

Chi pensa di trovare in questo libro un proseguio di Vite in punta di dito potrebbe rimanere deluso. Vite aveva un fascino tutto suo, legato all’efficace commistione di ricordi e fantasia; qui i ricordi non hanno un taglio romanzato, ma prettamente giornalistico, comunque molto efficace.

In conclusione un consiglio per l’acquisto. Questo libro non è sicuramente indicato per chi volesse approfondire la storia del Subbuteo (ma per questo ci sono già tante valide alternative), mentre è l’ideale per chi ha voglia di tuffarsi nella nostalgia e nei ricordi infantili o adolescenziali del “subbuteista medio”, anche se in questo caso il “subbuteista medio” ha le sembianze di un personaggio famoso. (rolfdk4)


Nicola “Delez” DeLeonardis

Subbuteo… o son desto?

Prefazione di Carlo Nesti

Minerva Edizioni, Bologna

162 pag. - 15 euro

ISBN: 978-88-7381-342-2

Disponibile su www.minervaedizioni.com

Ulteriori informazioni sul blog: http://subbuteosondesto.blogspot.com/

 

 
Lo stadio di Subbuteo più bello del mondo

Stadium of fingersUno stadio per il Subbuteo. Chi non ha mai sognato di costruirne uno?
Sin dai primi colpi a punta di dito la nostra fantasia ci circondava di “spalti gremiti al limite della capienza”, ma è solo con la comparsa sui cataloghi di tribune e curve che cominciavamo a disegnare il nostro stadio sul quel magnifico tecnigrafo che era la nostra immaginazione.
Il fantastico progetto si scontrava però con la cruda realtà fatta di budget limitatissimo, di “vincoli ambientali” strettissimi  - la cameretta in comune con i fratellini - e di “barriere burocratiche” insormontabili  - genitori fieramente contrari - ed erano quindi ben pochi quelli che riuscivano a dar corpo a questa fantasia.

 L’unica soluzione era quindi tornare a sognare sulle foto presenti sui cataloghi Subbuteo, potentissimi  dreamcatcher per tutti quelli della nostra generazione.

Oggi molti di quei bambini sono diventati per lo più padri di famiglia e riscoprendo il Subbuteo hanno rispolverato, oltre che le vecchie squadre, anche la mai riposta ambizione architettonica.
Le difficoltà restano però le stesse, hanno solo cambiato nome: le poche lire di ieri "al cambio" si chiamano euro, la cameretta è occupata dal figlio e dalla sua stramaledetta playstation e la moglie ha sostituito i genitori nel continuare la fiera battaglia di opposizione. Il sogno è quindi destinato a rimanere tale ... neppure i cataloghi Subbuteo su cui fantasticare.
Ma in compenso c’è Internet – il dreamcatcher del 2000  che fa passare più incubi che sogni – e con essa la possibilità di scovare le immagini postate da quei fortunati ex  bambini - forse divorziati  o uxoricidi - che lo stadio sono riusciti a costruirlo.

Provate a cercarle anche voi, è una ricerca interessante e in poco tempo potrete collezionare foto di stadi di tutti i tipi. Se avrete pazienza e un pizzico di fortuna prima o poi vi imbatterete in lui, lo stadio del Subbuteo più bello del mondo. Uno stadio che fa sognare, forse perchè la prima pietra è stata posata a metà degli anni settanta, esattamente là dove riposano i nostri sogni migliori. Garantito che se il vostro dito indice potesse sognare sognerebbe di giocare nello “Stadium of fingers”, uno stadio la cui costruzione non è mai terminata perché è uno stadio che vive di continue aggiunte, perché i sogni – si sa - non hanno limiti. 

 

Scheda tecnica dello "Stadium of finger" sede dell' Old Subbuteo Club southend-on-sea (uk)

number of spectators
- just over 10,000

number & kind of granstands
- A mixture of green & tan and red/blue.
However, all have been painted tan, with grey steps and brown walls.
The structure for the 3-tier sides is a combination of green/tan and reb/blue, and the structure for the 2-tier ends is red/blue.
- 42 full pieces of terracing
- 6 half terraces
- 12 quarter terraces
- 8 corner terraces

- 4 floodlights
Each floodlight has 3 floodlight heads attached.
The top one is an 'led' set made by 'celtic dream'.
The lower one is a standard head with a 4.5v bulb in
The other one is also standard, but shines down on the tifosi on the corner terracing.

- 4 stationary micro-cams (one at each end, one in the tunnel and one in the blimp) and one pan/zoom/tilt master cam that follows the ball.

- 12 pc speakers under the terracing all linked up to a mixing unit that plays 12 different crowd sounds - 1 for each speaker.

dimension: About 240cms x 180cms

assembling time:
To build: - hundreds of hours
To put together if it has been packed away: - 3 hours.

 

 
Old Subbuteo adesso è anche un'associazione
ziosubgf2.jpgChe cos’è l’Associazione Amatori Old Subbuteo? Qual è il suo scopo?
Come ben si sa, il gioco del Subbuteo ha raggiunto l’apice della popolarità negli anni 70-80, per poi conoscere un lento ma inesorabile declino con l’avvento dei videogiochi. Per molti giocatori di quegli anni, il Subbuteo era più che un gioco, era il pretesto d'incontro con gli amici, lo spunto di discussione sul mondo del calcio, e l’occasione di prendersi una rivincita con l’amico più bravo. A distanza di 30 anni, un gruppo di amici ha iniziato a riunire persone che il Subbuteo non lo hanno mai cancellato dalla propria memoria così come lo era negli anni 70-80.
Nasce così, nel Febbraio 2008, l’Associazione Amatori Old Subbuteo.

Gli obiettivi dell’Associazione sono molteplici come il diffondere in Italia la pratica del gioco Subbuteo così come era praticato negli anni ‘70/’80 anche attraverso i media locali e nazionali pubblicizzando gli eventi organizzati dagli Old Subbuteo Club sparsi su tutto il territorio nazionale.

Inoltre l’Associazione Amatori Old Subbuteo supporta l'organizzazione di meeting ludici e di partite dimostrative di Subbuteo in tutto il territorio nazionale, consentendo agli appassionati di tutta Italia la creazione di Old Subbuteo Club ed aiutandoli nell’individuazione di risorse pubbliche e/o private che ne sostengano l’attività. 

L’attività dell’Associazione Amatori Old Subbuteo non si ferma qui; infatti altri obiettivi importanti sono quello di ampliare la conoscenza del gioco del Subbuteo attraverso mostre, fiere, mostre scambio/mercato di materiale ed eventi culturali, l’individuazione di forme di sponsorizzazione e collaborazione con produttori che perseguono gli stessi scopi dell’ Associazione. Ultimo, ma non per importanza, è lo scopo umanitario dell’Associazione che si propone come luogo di incontro e di aggregazione assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile come anche il proporsi come punto di riferimento per quanti possano trovare, nelle varie sfaccettature ed espressioni del Subbuteo, un sollievo al proprio disagio.

Benvenuti dalla Associazione Amatori Old Subbuteo!

Il presidente Fabio Fantoni

e il direttivo dell'Associazione:i consiglieri Davide Galloni di Reggio Emilia, Angelo Raviele di Roma, Roberto Garagnani di Perugia, Federico Gilocchi di Todi, Maurizio Bonino di Torino e Riccardo Torri di Milano; i revisori Stefano Lanzani e Stefano Sacchi di Milano; i probiviri Valentino Calderaro di Verona, Alessandro Giraldin di Gorla Maggiore (Va) e Claudio Bruno di Rescaldina (Mi).

L'iscrizione all'Associazione Amatori Old Subbuteo è completamente gratuita.

Per informazioni e iscrizioni: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 

 

 
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